La risposta dell’UE a nuove crisi sanitarie alla luce del nuovo caso Hantavirus, le ripercussioni della guerra in Medio Oriente e il rafforzamento degli strumenti europei in materia di sicurezza economica, difesa industriale e competitività, saranno questi alcuni dei dossier al centro della prossima plenaria del Parlamento europeo, in programma a Strasburgo dal 18 al 21 maggio 2026.
La sessione giunge in una fase segnata da tensioni geopolitiche multiple che stanno avendo effetti importanti sull’Unione europea con la Banca centrale europea (BCE) che potrebbe aumentare il tasso sui depositi di 25 punti base, secondo un recente sondaggio Reuters tra gli economisti. La crisi nello stretto di Hormuz persiste e all’orizzonte non si profila, al momento, una risoluzione negoziale tra Stati Uniti e Iran. Ancora lontana anche la risoluzione della guerra in Ucraina con Kyiv sempre più scettica sulla reale efficacia delle pressioni di Washington su Mosca.
Alla crisi geopolitiche si aggiungono anche le preoccupazioni sanitarie legate all’hantavirus, soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciata il 12 maggio a Madrid dal direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus, il quale ha esortato i Paesi a prepararsi a un aumento dei casi.
Gestire una nuova emergenza sanitaria
La gestione di una nuova potenziale emergenza sanitaria sarà uno dei temi affrontati durante la plenaria. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’agenda del Parlamento europeo, giovedì mattina gli eurodeputati e la Commissione valuteranno la preparazione dell’UE alle emergenze sanitarie proprio alla luce dell’epidemia registrata a bordo della nave MV Hondius, nonostante, finora, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie abbia riferito che il rischio su vasta scala per la popolazione dell’UE resti molto basso.
Il tema ha già aperto un dibattito tra gli eurodeputati, come emerso dal briefing pre-plenaria organizzato dalla rappresentanza italiana del Parlamento europeo. Nel corso del dibattito con i giornalisti, Giuseppe Lupo, eurodeputato del Partito democratico nel gruppo S&D, ha sottolineato la necessità di rassicurare i cittadini e di preparare l’Unione a contenere eventuali contagi e a gestire i rischi collegati. Lupo ha richiamato “attenzione massima per proteggere la salute dei cittadini” e ha collegato il dossier anche al prossimo Quadro finanziario pluriennale, chiedendo di rafforzare EU4Health con investimenti che non vengano ridotti ma incrementati, soprattutto per la ricerca.
Da parte della Lega, Isabella Tovaglieri, eurodeputata del gruppo Patrioti per l’Europa, ha posto invece l’accento sulla trasparenza della gestione sanitaria, auspicando una risposta “più trasparente e meno opaca” da parte della Commissione europea e dell’Organizzazione mondiale della sanità. Tovaglieri ha collegato il tema anche alla sicurezza della filiera farmaceutica, sostenendo che, in una fase segnata da pandemie e conflitti, è fondamentale evitare nuove delocalizzazioni in un settore considerato strategico.
Valentina Palmisano, eurodeputata del Movimento 5 Stelle nel gruppo The Left, ha invece letto l’emergenza come una conferma della necessità di rafforzare gli strumenti comuni europei in campo sanitario. Secondo Palmisano, l’epidemia dimostra l’importanza degli organismi internazionali come l’OMS per coordinare risposte unitarie e rilancia il tema dell’Unione della salute. L’eurodeputata ha criticato l’ipotesi di superare un programma autonomo per la sanità, ricordando che EU4Health nella programmazione 2021-2027 disponeva di 5,3 miliardi di euro destinati specificamente alla salute. Per The Left, il rischio è una riduzione significativa delle risorse dedicate, proprio in una fase in cui le crisi sanitarie richiederebbero strumenti più forti.
Il tema sanitario tornerà anche lunedì pomeriggio, quando i deputati discuteranno con la Commissione su come garantire la solidarietà europea e l’accesso ai medicinali in un contesto geopolitico in evoluzione.
La situazione in Medio Oriente
Il dossier più politico della settimana resta però il Medio Oriente. Martedì pomeriggio gli eurodeputati interrogheranno l’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, sulla reazione dell’UE alle crisi nella regione. Secondo l’anteprima del Parlamento europeo, il Question Time dovrebbe toccare diversi dossier caldi, tra cui Iran, Israele e Siria. Sul fronte iraniano, l’UE sostiene la de-escalation e sta valutando una revisione del mandato dell’operazione navale Aspides per garantire la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.
Per quanto riguarda Israele, il Parlamento ricorda che i ministri dell’UE hanno concordato lunedì 11 maggio una serie di sanzioni contro coloni israeliani coinvolti in violenze contro i palestinesi in Cisgiordania. Sul dossier siriano, il Consiglio UE ha adottato di recente la decisione che pone fine alla sospensione parziale dell’accordo di cooperazione tra la Comunità economica europea e Damasco introdotta nel 2011, mentre Bruxelles sta lavorando per favorire la piena normalizzazione delle relazioni con Damasco e al sostegno delle nuove autorità di transizione.
Anche su questo dossier le posizioni dei gruppi italiani appaiono distanti. Lupo ha indicato la strategia europea per affrontare la crisi in Medio Oriente tra i temi centrali della plenaria. Palmisano ha annunciato emendamenti alla raccomandazione del Parlamento in vista dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, chiedendo un nuovo impegno diplomatico per la pace in Ucraina e una posizione più dura dell’UE sulla condotta di Israele a Gaza e in Cisgiordania, anche con riferimento all’esportazione di armi, prodotti dual use e carburanti da parte dell’Italia. Tovaglieri ha invitato invece a non separare il dossier mediorientale dalla questione energetica, sostenendo che la risoluzione del conflitto è indispensabile anche per ridurre il peso dei costi energetici sull’industria europea.
La crisi regionale avrà anche una ricaduta economica diretta, con il dibattito sulla strategia europea sui fertilizzanti. Martedì alle 15 la Commissione presenterà il piano d’azione dell’UE, seguito da un confronto con gli eurodeputati sull’aumento dei prezzi. Il piano dovrebbe concentrarsi sulla riduzione della dipendenza dalle importazioni, sull’aumento della produzione interna e sulla promozione di fertilizzanti alternativi. Il dossier è particolarmente rilevante perché il 30% dei fertilizzanti azotati e il 70% di quelli fosfatici utilizzati nell’UE sono importati, mentre la produzione europea dipende dal gas naturale.
Competitività industriale
Sul terreno della competitività industriale, la plenaria prevede un’agenda economica particolarmente densa. Tra i primi dossier figurano gli effetti negativi della sovraccapacità globale sul mercato siderurgico europeo, la strategia europea sull’intelligenza artificiale applicata al commercio e il rapporto sul passaggio verso una “care society”, con particolare attenzione al divario di genere nel lavoro di cura.
Sul dossier acciaio, in base all’agenda aggiornata del Parlamento UE è prevista una discussione lunedì, mentre martedì voteranno in via definitiva l’aggiornamento delle misure di salvaguardia per proteggere l’industria siderurgica europea dalla sovrapproduzione globale. L’accordo provvisorio, raggiunto da Parlamento e Consiglio il 13 aprile, sostituisce le misure in scadenza il 30 giugno 2026 e prevede contingenti di importazione esenti da dazi fino a circa 18,3 milioni di tonnellate all’anno, con un dazio del 50% per i volumi eccedenti. Il testo introduce inoltre il principio di “fusione e colata”, per rafforzare la tracciabilità dell’acciaio importato ed evitare pratiche elusive attraverso trasformazioni minime in Paesi terzi.
Nel briefing pre-plenaria, Palmisano ha anticipato il sostegno del Movimento 5 Stelle al testo, pur riconoscendone i limiti. Secondo l’eurodeputata, l’UE deve rispondere all’eccesso di capacità produttiva proveniente da Cina e India e limitare le importazioni senza ricorrere necessariamente a dazi. La proposta, ha osservato, non risolve i problemi strutturali del settore, ma può essere utile per evitare un impatto più pesante sull’industria europea.
Martedì mattina gli eurodeputati discuteranno anche della preparazione dell’UE rispetto ai nuovi modelli avanzati di intelligenza artificiale e alle sfide per la sicurezza europea. Il dibattito, con Consiglio e Commissione, riguarderà la rapida diffusione di sistemi dotati di capacità specializzate in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità software, il loro possibile uso improprio, l’accesso delle autorità e delle imprese europee ai test sui nuovi modelli e l’applicazione del quadro normativo europeo, dalla direttiva NIS2 all’AI Act fino al Cyber Resilience Act.
Sempre sul fronte digitale, giovedì 21 maggio arriverà in Aula l’iniziativa dei cittadini europei “Stop destroying videogames”, che porterà in plenaria un tema insolito ma rilevante per il mercato digitale: la richiesta agli editori di garantire che i videogiochi restino fruibili nel tempo e non vengano disattivati da remoto senza soluzioni alternative. L’iniziativa è stata presentata alla Commissione il 26 gennaio 2026 dopo aver raccolto 1.294.188 firme verificate; la Commissione avrà tempo fino al 26 luglio per decidere eventuali azioni e motivare la propria decisione.
Sicurezza economica e mercato unico
La sicurezza economica sarà un altro asse della plenaria, con il voto finale sull’aggiornamento dello strumento UE per il controllo degli investimenti esteri in settori strategici. In base alla legislazione aggiornata, già concordata dai negoziatori del Parlamento e del Consiglio, gli investimenti esteri in settori come difesa, semiconduttori, intelligenza artificiale, materie prime critiche e servizi finanziari saranno soggetti a un controllo obbligatorio da parte degli Stati membri, per individuare eventuali rischi per la sicurezza o l’ordine pubblico. Anche operazioni interne all’UE potranno essere monitorate se l’investitore risulta in ultima istanza controllato da persone fisiche o entità di un Paese terzo.
Mercoledì mattina la plenaria aprirà con un dibattito sul mercato unico, incentrato sulla necessità di garantire maggiori certezze e prevedibilità alle imprese europee. Il confronto con Consiglio e Commissione dovrebbe concentrarsi sugli ostacoli individuati nella strategia per il mercato unico e sulla tabella di marcia “One Europe, One Market”, firmata il 24 aprile da Parlamento, Consiglio e Commissione, con misure e tempi per rafforzare la competitività europea. Il Parlamento discuterà anche di creazione di posti di lavoro, occupazione di qualità per i giovani, sviluppo dei talenti e sostegno alle piccole imprese.
Sempre mercoledì 20 maggio la plenaria ospiterà inoltre il dibattito “Questa è l’Europa” con la prima ministra lettone Evika Siliņa, in un momento in cui i Paesi baltici restano tra i più esposti sul fronte della sicurezza europea e del sostegno all’Ucraina. Siliņa, prima ministra dal settembre 2023, sarà la seconda leader a intervenire nel formato “This is Europe” nell’attuale legislatura, dopo il primo ministro lussemburghese Luc Frieden.
Sul bilancio europeo, nella stessa giornata i deputati discuteranno anche le possibili nuove risorse per il bilancio UE a lungo termine, incluse le entrate provenienti dal gioco d’azzardo online. Nella posizione sul QFP 2028-2034 adottata ad aprile, il Parlamento ha sostenuto l’approccio a “paniere” per nuove risorse proprie, con l’obiettivo di rendere il bilancio europeo meno dipendente dai contributi nazionali e generare circa 60 miliardi di euro l’anno. Tra le fonti indicate figurano rifiuti elettronici, tabacco e risorsa societaria; in caso di mancato accordo su alcune proposte, gli eurodeputati chiedono di considerare alternative come tassa sui servizi digitali, prelievo sul gioco d’azzardo online, estensione del CBAM e imposta sulle plusvalenze da cripto-attività.
Avanti sui diritti
Il capitolo sociale della sessione sarà particolarmente ampio, a partire dalla revisione della direttiva sui diritti, il sostegno e la protezione delle vittime di reato, già concordata in via provvisoria dai negoziatori del Parlamento e del Consiglio nel dicembre 2025. Il voto finale è previsto giovedì, dopo il dibattito di mercoledì. Le nuove norme prevedono, tra l’altro, l’istituzione della linea telefonica europea “116 006” dedicata alle vittime, un migliore accesso all’assistenza legale e al risarcimento, la possibilità di denuncia online e un rafforzamento del sostegno specializzato per le vittime di violenza sessuale e i minori. Secondo le stime della Commissione, ogni anno il 15% dei cittadini europei, pari a circa 75 milioni di persone, è vittima di reato.
Durante il briefing pre-plenaria, il tema è stato richiamato dall’eurodeputato Lupo come uno dei punti più importanti per S&D e PD nella tornata di Strasburgo. Da parte sua, Palmisano ha parlato di un miglioramento reale rispetto alla normativa del 2012, citando i progressi sulla protezione delle vittime vulnerabili, l’accesso sicuro alla denuncia, il supporto specializzato, la formazione obbligatoria per magistratura e operatori e il riconoscimento delle discriminazioni di genere. Tovaglieri ha confermato il sostegno alla finalità generale del dossier, ma ha espresso scetticismo sul rischio che il testo venga esteso a temi collaterali, in particolare quelli legati al genere.
Nel capitolo sociale rientreranno anche il dibattito sulla lotta alla povertà, il rapporto sulla “care society” e la proposta di istituire l’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la protezione e la dignità dei lavoratori. La risoluzione chiede inoltre alla Commissione di valutare i rischi per salute e sicurezza associati all’intelligenza artificiale e ai sistemi di gestione algoritmica, oltre ai rischi legati ai fattori climatici, come stress termico, eventi meteorologici estremi e inquinamento atmosferico. Nel 2023, nell’UE si sono registrate 3.298 morti bianche e circa 2,8 milioni di incidenti non mortali con almeno quattro giorni di assenza dal lavoro.
Lupo ha richiamato l’importanza di aggiornare e rafforzare le normative a tutela dei lavoratori, mentre Tovaglieri ha messo in guardia da un irrigidimento eccessivo delle regole europee, sostenendo che la sicurezza sul lavoro resta anche una questione culturale e di investimenti in tecnologie, asset e macchinari.
Sempre sul fronte sociale, il Parlamento discuterà e voterà le proposte per affrontare il divario di genere nell’assistenza formale e informale. La risoluzione elaborata dalle commissioni competenti chiede ai Paesi UE di garantire una partecipazione equilibrata di donne e uomini nelle attività di cura, di includere i prestatori di assistenza informale nei sistemi pensionistici e di sicurezza sociale e di promuovere campagne per incoraggiare gli uomini ad assumere una quota equa delle responsabilità familiari. Secondo l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, il 56% delle donne con figli sotto i 12 anni dedica almeno cinque ore al giorno alla cura dei figli, contro il 26% degli uomini.
La plenaria avrà anche un momento simbolico, con la prima cerimonia di conferimento dell’Ordine europeo al merito. Martedì alle 11.30, il Parlamento europeo premierà alcune personalità per il loro contributo all’integrazione europea, alla democrazia e ai valori fondamentali dell’UE. Tredici dei primi venti insigniti sono attesi nell’emiciclo, tra cui l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel e l’ex presidente polacco Lech Wałęsa, nominati membri insigni dell’Ordine, insieme tra gli altri a Jerzy Buzek, Aníbal Cavaco Silva, il cardinale Pietro Parolin, la presidente moldava Maia Sandu, Javier Solana, Jean-Claude Trichet, Oleksandra Matviichuk e Viviane Reding.

